Insigne: addio Napoli, meglio i milioni

Insigne: addio Napoli. E’ ufficiale: Lorenzo Insigne, napoletano e capitano del Napoli, lascia il club che lo ha cresciuto e lanciato nel mondo del calcio e firma con la squadra canadese di Toronto, che milita nel campionato di calcio del Nord America. La firma è avvenuta nella notte a sole 48 ore dal big-match a Torino contro la Juventus.

Insigne: addio Napoli. Meglio i milioni, dunque, tanti milioni (11,5 netti a stagione per 5 anni), neanche fosse un top player… Meglio i milioni che restare nel club azzurro, a cifre molto più basse ma comunque elevate per un giocatore del suo livello, diciamoci la verità. Meglio i milioni che restare capitano della squadra della sua città, di cui è tifoso… Ma esistono ancora le bandiere nel calcio? L’ultima è stata Francesco Totti. Dal suo ritiro in poi solo un susseguirsi di mercenari pronti a vendersi al migliore offerente.

Cinque anni di contratto per un giocatore che a Giugno compirà 31 anni. Giocherà quindi in Canada fino al termine della carriera all’età di 36 anni. Cifre astronomiche, impensabili non solo per il Napoli: nessuna squadra europea, neanche i top club, avrebbero speso quelle cifre per un 31 enne, a meno che non si trattasse di un Messi o un Ronaldo. E giustamente, ritengo. Insigne è si un buon giocatore, ma come ce ne sono tanti in giro per il mondo, nulla di più. Per altro a Napoli, solo poche volte in tutti questi anni è riuscito a fare la differenza. Anzi, sono più le volte in cui la sua presenza era indifferente o addirittura controproducente. Quanti punti negli anni la squadra azzurra ha dilapidato proprio per l’imprecisione di Insigne? In quante partite i partenopei è sembrato giocassero in dieci? Quante volte è stato sostituito tra i fischi dello stadio, mal rispondendo anche ai tifosi e all’allenatore di turno? Solo in questo campionato, con i rigori sbagliati da Lorenzo, al Napoli mancano almeno 6 punti…

Da qui un amore mai realmente esploso con i tifosi: c’è chi lo osanna (pochissimi), chi lo difende (pochi), chi lo accusa (tanti), chi non lo calcola proprio (ancora di più). Tra l’altro la scelta di Lorenzo in merito alla tempistica, acuirà ancor di più gli animi della piazza: 48 ore prima di una sfida delicatissima, la partita delle partite, Juventus-Napoli, in cui gli azzurri sono falcidiati da Covid, infortuni e Coppa d’Africa. Il capitano sarebbe servito, forse anche con una gamba sola… Ora, invece, pare che non ci sarà proprio: si parla di una presentazione ufficiale a Toronto proprio il 6 gennaio. Un capitano non si comporta così. Non si lamenti dopo quando, nelle pochissime volte che verrà schierato in campo nel prosieguo della stagione, verrà subissato di fischi e cori beffeggianti. Ma siamo sicuri poi che entrerà ancora in campo? C’è chi dice che Spalletti vorrebbe evitargli scene del genere, di cui si gioverebbe probabilmente solo De Laurentiis che ancora una volta è riuscito nell’intento di far sì che sia un calciatore ad andarsene di sua scelta. Ma stavolta, mi duole dirlo, ha fatto bene.

Addio Lorenzo, NON ci mancherai…

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