Il pronto soccorso dell’ospedale napoletano registra un aumento del 10% rispetto alla media annuale del 2025. Più esposti anziani, malati cronici e persone non autosufficienti.
NAPOLI – Il caldo intenso mette sotto pressione il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. Secondo i dati diffusi dall’azienda ospedaliera, nell’ultima settimana sono stati registrati oltre 1.500 accessi, con un incremento del 10% rispetto alla media annuale rilevata nel 2025.
Il picco del 24 agosto
Ogni giorno sono arrivati in ospedale mediamente 217 pazienti. Il momento più critico si è verificato lunedì 24 agosto, quando gli accessi hanno raggiunto quota 256. Anche nella giornata di mercoledì il flusso si è mantenuto elevato: alle ore 19 erano già state assistite 155 persone.
A risentire maggiormente delle temperature eccezionali sono soprattutto gli anziani e i pazienti più fragili. Molti presentano patologie pregresse aggravate dall’esposizione prolungata al caldo. Tra i problemi riscontrati con maggiore frequenza figurano il peggioramento di condizioni già note e le insufficienze renali. Numerosi pazienti anziani sono stati trasferiti al Cardarelli dalle residenze sanitarie assistenziali.
Il caldo pesa sull’intera estate
La direzione dell’ospedale sottolinea che le ondate di calore possono far salire le temperature anche di sei o sette gradi rispetto alle medie stagionali. Un fenomeno che ha inciso sull’attività del pronto soccorso non soltanto negli ultimi giorni, ma durante l’intera estate.
A rendere più complessa la situazione contribuisce anche l’arrivo di pazienti provenienti dalla provincia di Napoli, da altre zone della Campania e perfino da fuori regione.
Il fenomeno delle “seconde cure”
Il Cardarelli segnala inoltre il consolidarsi del fenomeno delle cosiddette “seconde cure”: alcuni pazienti, dopo essere stati visitati in un’altra struttura, interrompono il percorso assistenziale iniziale e raggiungono autonomamente il grande ospedale napoletano per proseguire accertamenti e terapie.
La pressione crescente conferma quanto le temperature estreme rappresentino un rischio concreto per la salute, in particolare per anziani, malati cronici e persone non autosufficienti.


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