Categoria: Campania

Le notizie dalle province e dai territori della Campania.

  • Pozzuoli, Roslan muore dopo la caduta dal terrazzo: la madre chiede chiarezza

    Pozzuoli, Roslan muore dopo la caduta dal terrazzo: la madre chiede chiarezza

    POZZUOLI – La madre di Roslan chiede che venga ricostruito ogni passaggio della morte del figlio, un giovane di 24 anni con autismo precipitato dal terrazzo di una struttura riabilitativa a Monterusciello. La tragedia è avvenuta il 13 ottobre nel territorio di Pozzuoli.

    Disposta l’autopsia

    Sul corpo del ragazzo è stata disposta l’autopsia, che dovrà fornire elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, l’ipotesi attualmente valutata è quella di un gesto volontario, ma le circostanze devono ancora essere chiarite attraverso gli accertamenti.

    La famiglia non formula conclusioni e chiede risposte precise sulle ore precedenti alla caduta, sulle modalità di assistenza e sull’organizzazione della sorveglianza all’interno del centro.

    La domanda della madre: «Perché era solo?»

    A rappresentare la madre è l’avvocato Sergio Pisani. Il legale ha spiegato che la donna vuole comprendere perché Roslan si trovasse solo, considerato che il giovane, secondo quanto riferito dalla famiglia, era seguito da terapisti personali durante il giorno e anche nelle ore notturne.

    Il punto centrale, sottolinea la difesa, è verificare quali procedure fossero previste per l’assistenza del ventiquattrenne, come siano state applicate e quale sequenza di eventi abbia preceduto la tragedia. Ogni eventuale responsabilità potrà essere valutata soltanto dopo l’acquisizione degli elementi tecnici e delle testimonianze.

    Il sostegno dell’associazione

    Accanto alla madre c’è anche l’associazione “La Battaglia di Andrea”, impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. L’associazione sostiene la richiesta di approfondire le condizioni nelle quali Roslan veniva assistito e di acquisire tutte le informazioni utili sull’organizzazione della struttura.

    La vicenda richiede rispetto per il dolore della famiglia e prudenza nel racconto. L’autismo di Roslan non può diventare terreno per generalizzazioni o interpretazioni: al centro restano la sua storia personale, la tutela della sua dignità e la necessità di accertare con precisione ciò che è accaduto.

  • Agropoli, metronotte ucciso in auto a Trentova: indagini sul delitto di Walter Avallone

    Agropoli, metronotte ucciso in auto a Trentova: indagini sul delitto di Walter Avallone

    AGROPOLI – È Walter Avallone, 55 anni, originario di Eboli e impiegato come guardia giurata, l’uomo trovato senza vita all’interno della propria auto nella zona di Trentova, ad Agropoli. La vittima era seduta al posto di guida di una Ford bianca parcheggiata nei pressi dell’omonima baia.

    La scoperta e i primi accertamenti

    A notare l’uomo nell’abitacolo sarebbe stato un carabiniere in congedo che stava facendo jogging. Dopo l’allarme sono intervenuti i militari della Compagnia di Agropoli e il personale sanitario, ma per il 55enne non c’era più nulla da fare.

    La ferita alla gola aveva inizialmente fatto ipotizzare l’impiego di un’arma da taglio. Gli accertamenti successivi hanno invece ricondotto la morte a un colpo di pistola. Nell’auto non sarebbe stata trovata alcuna arma, un elemento che orienta le indagini verso l’ipotesi dell’omicidio. La vettura è stata sequestrata per consentire ulteriori rilievi.

    Le indagini sul movente

    Sul posto hanno lavorato i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania.

    Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di Avallone, i suoi contatti e il motivo della presenza a Trentova. Al vaglio anche le immagini delle telecamere installate nella zona e lungo le strade che conducono al parcheggio. Il movente resta al momento da chiarire e non vengono escluse piste, in attesa degli esiti completi degli accertamenti tecnici e medico-legali.

    La vittima lavorava nell’area di Eboli

    Walter Avallone lavorava prevalentemente nell’area di Eboli. Era separato e padre di due figli. Secondo una prima ricostruzione, la morte risalirebbe alla mattinata, indicativamente tra le 10 e le 10.30.

    Resta ancora da comprendere se l’uomo avesse raggiunto il parcheggio per un appuntamento e se qualcuno si trovasse con lui nei momenti precedenti al delitto. Le indagini proseguono per individuare il responsabile e chiarire ogni passaggio della vicenda.

  • Serino celebra il suo oro d’autunno: la Sagra della Castagna IGP racconta l’Irpinia

    Serino celebra il suo oro d’autunno: la Sagra della Castagna IGP racconta l’Irpinia

    SERINO – Il profumo delle caldarroste, il fumo che sale dalla grande “virulera” e le strade di Rivottoli attraversate da famiglie e visitatori. La Sagra della Castagna di Serino IGP è molto più di un appuntamento gastronomico: è il racconto collettivo di un territorio che riconosce nel suo prodotto simbolo una parte essenziale della propria identità.

    Giunta alla sua 49ª edizione, la manifestazione è considerata la più antica rassegna irpina dedicata alla castagna. Al centro c’è il Marrone di Serino, conosciuto come il “pane del bosco”: un frutto legato alla civiltà contadina, all’economia locale e a generazioni di famiglie che hanno custodito i castagneti della Valle del Sabato.

    Il borgo trasformato in un percorso di sapori

    Nel borgo storico di Rivottoli la sagra costruisce un itinerario che unisce cucina, artigianato e convivialità. Le castagne arrostite sul fuoco diventano il cuore visibile della festa, mentre gli stand propongono ricette e prodotti capaci di raccontare l’autunno irpino: piatti della tradizione, dolci, conserve, vini locali e specialità realizzate con la Castagna di Serino IGP.

    La gastronomia non è però l’unica protagonista. Musica popolare, folklore e intrattenimento accompagnano il passaggio dei visitatori, restituendo l’atmosfera delle feste di paese nelle quali ogni piazza diventa un luogo d’incontro e ogni assaggio porta con sé una storia.

    Castagneti, cultura e memoria

    La manifestazione valorizza anche il paesaggio che circonda Serino. I castagneti secolari non rappresentano soltanto uno scenario naturale, ma un patrimonio agricolo da proteggere e tramandare. Escursioni, percorsi nel verde e visite ai luoghi storici aiutano a comprendere il legame profondo tra il prodotto, la comunità e l’ambiente in cui nasce.

    Inserita nel progetto “Irpinia Terra di Mezzo – Cultura Ri-Sorgente”, la sagra diventa così una vetrina dell’intera Valle del Sabato: un viaggio tra tradizioni della tavola, bellezze naturali, arte e saperi locali.

    Una festa che appartiene alla comunità

    Il valore più autentico della Sagra della Castagna di Serino IGP resta la partecipazione. Dietro gli stand, nelle cucine e lungo le strade lavorano associazioni, volontari, produttori e cittadini. È questo impegno condiviso a trasformare il prodotto della terra in un’occasione di incontro e promozione del territorio.

    Tra il calore del fuoco e i colori dell’autunno, Serino rinnova una tradizione che parla di accoglienza, lavoro e memoria. Un patrimonio che continua a unire l’Irpinia intorno al suo oro bruno.

  • Vasco Rossi diventa “prof” a Salerno: dottorato honoris causa tra musica e parole

    Vasco Rossi diventa “prof” a Salerno: dottorato honoris causa tra musica e parole

    SALERNO – Vasco Rossi sale in cattedra, ma senza rinunciare al palco. L’Università degli Studi di Salerno gli ha conferito il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione, riconoscendo il valore culturale e sociale di una carriera che ha attraversato generazioni e trasformato le canzoni in uno spazio di racconto collettivo.

    Nell’aula magna dell’ateneo, il rocker di Zocca è stato accolto dal rettore Virgilio D’Antonio, dai docenti e da una platea gremita. Vasco ha ricevuto il titolo con emozione e con la consueta ironia: ora potrebbe anche insegnare, ha scherzato, ma ha subito rassicurato tutti annunciando che «continuerò a fare concerti».

    La musica come forma di comunicazione

    Al centro della lectio magistralis il rapporto tra musica, politica e comunicazione. Vasco ha raccontato queste dimensioni non attraverso le formule accademiche, ma partendo dall’esperienza di autore e interprete. Una canzone, ha spiegato, non si limita a intrattenere: attraversa le persone, muove ricordi ed emozioni e può dare voce a un disagio prima che questo riesca a diventare una domanda pubblica.

    Per il cantautore la politica non vive soltanto nelle istituzioni, nelle elezioni o nei programmi. Si manifesta anche nelle scelte con cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi rischia invece di rimanere ai margini. La musica non sostituisce l’impegno civile, ma può aprire interrogativi e mettere in discussione ciò che appare inevitabile.

    Il peso delle parole nell’epoca dei social

    Uno dei passaggi più intensi ha riguardato il linguaggio. Le parole, ha sottolineato Vasco, sono «un’arma potente»: possono alimentare paure e contrapposizioni, ma anche costruire fiducia, difendere l’inclusione e offrire una voce a chi fatica a farsi ascoltare.

    Nell’epoca dei social network e degli algoritmi, dove tutti dispongono di un microfono, il suo invito è stato netto: «Prima di parlare bisognerebbe imparare ad ascoltare». Più strumenti per comunicare, infatti, non significano automaticamente maggiore chiarezza o comprensione.

    Applausi e “Vita spericolata”

    La cerimonia si è conclusa tra applausi, cori e l’affetto dei tanti ragazzi presenti. All’esterno dell’aula magna, le note di “Vita spericolata” hanno accompagnato il nuovo “professore” nel saluto finale.

    Un riconoscimento accademico che premia non soltanto la popolarità di Vasco Rossi, ma la capacità delle sue canzoni di raccontare fragilità, ribellione e cambiamenti della società italiana.

  • Castellammare, neonato morto dopo il parto: quattro sanitari indagati

    Castellammare, neonato morto dopo il parto: quattro sanitari indagati

    CASTELLAMMARE DI STABIA – Quattro operatori sanitari sono coinvolti nell’inchiesta sulla morte di un neonato avvenuta nel marzo 2024, poco più di un mese dopo la nascita, in seguito alle complicazioni insorte durante il parto all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

    I militari della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Il provvedimento riguarda tre medici e un’ostetrica. Per l’allora responsabile del reparto di Ginecologia sono stati disposti gli arresti domiciliari; agli altri tre indagati è stata applicata per dodici mesi la sospensione dall’attività professionale e dal pubblico ufficio o servizio ricoperto.

    Le ipotesi della Procura

    Le contestazioni formulate a vario titolo comprendono la responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, il falso materiale e ideologico in atto pubblico, la frode in processo penale e il depistaggio.

    Secondo la ricostruzione investigativa, il bambino sarebbe stato ricoverato subito dopo la nascita in terapia intensiva a causa delle gravi conseguenze delle complicazioni verificatesi durante il parto. Il decesso avvenne a fine marzo 2024, dopo oltre un mese di ricovero.

    Il nodo al cordone e la cartella clinica

    Al centro dell’indagine c’è l’ipotesi che sul cordone ombelicale sia stato creato artificialmente un nodo per far apparire quanto accaduto come un evento improvviso e imprevedibile. Gli inquirenti contestano inoltre lo smaltimento immediato del cordone e della placenta, una condotta ritenuta non conforme alle normali prassi cliniche.

    Dagli accertamenti sarebbero emerse anche alterazioni della cartella clinica, in particolare sugli orari di presenza e sulle attività svolte dal personale intervenuto. Gli indagati, sempre secondo l’accusa, avrebbero inoltre concordato versioni da riferire durante le indagini.

    La Procura attribuisce all’allora responsabile del reparto un ruolo centrale nella presunta attività di alterazione delle fonti di prova. Le misure cautelari non equivalgono tuttavia a una condanna: le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza e del diritto di difesa.

  • Torre Annunziata, Palazzo Fienga verso la demolizione completa: nasceranno un parco e la Piazza della Legalità

    Torre Annunziata, Palazzo Fienga verso la demolizione completa: nasceranno un parco e la Piazza della Legalità

    La demolizione del complesso confiscato prosegue dopo l’abbattimento della torre centrale. Nell’area è previsto un parco urbano con una Piazza della Legalità aperta alla città.

    TORRE ANNUNZIATA – Proseguono i lavori di demolizione di Palazzo Fienga, l’edificio di Torre Annunziata per decenni associato alla presenza del clan Gionta e successivamente confiscato alla criminalità organizzata.

    L’intervento è entrato nel vivo il 5 maggio 2026, dopo l’avvio delle operazioni preliminari nel mese di aprile. A settembre è stata abbattuta la torre centrale del complesso, uno dei passaggi più delicati del cantiere. La demolizione integrale è affidata al 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito e dovrà proseguire fino alla rimozione delle strutture residue.

    Un parco urbano al posto del vecchio complesso

    Il progetto approvato prevede che sul sedime di Palazzo Fienga venga realizzato un parco urbano con una Piazza della Legalità. Il nuovo spazio pubblico dovrebbe estendersi per circa 4.400 metri quadrati ed essere restituito alla comunità come luogo di incontro e aggregazione.

    Il percorso coinvolge più amministrazioni dello Stato, la Prefettura, l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, l’Agenzia del Demanio, il Comune e le forze dell’ordine. La trasformazione dell’area arriva dopo un iter complesso, legato sia alla confisca sia alla progettazione della nuova destinazione urbanistica.

    Il valore simbolico e la prova della riqualificazione

    La cancellazione fisica di un luogo legato per anni al potere criminale ha un forte significato per Torre Annunziata. Tuttavia il risultato non si misurerà soltanto con la conclusione della demolizione: sarà decisivo completare la riqualificazione, garantire tempi certi, manutenzione e un utilizzo quotidiano dello spazio da parte dei cittadini.

    La futura Piazza della Legalità potrà diventare un segno concreto di cambiamento se sarà accompagnata da servizi, iniziative e presenza istituzionale. Il cantiere rappresenta quindi un passaggio importante, mentre la vera sfida sarà trasformare stabilmente l’area in un luogo aperto e vissuto dalla città.

  • Giugliano, terzo incendio in un mese a Taverna del Re. Meloni: «200 milioni in più per le bonifiche»

    Giugliano, terzo incendio in un mese a Taverna del Re. Meloni: «200 milioni in più per le bonifiche»

    Nuovo rogo nel sito di stoccaggio delle ecoballe. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco, sul posto i carabinieri. Nelle stesse ore il Governo annuncia nuove risorse per la Terra dei Fuochi.

    GIUGLIANO – Ancora fiamme nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, nell’area di Giugliano. È il terzo incendio registrato nel giro di un mese all’interno della stessa zona.

    Il rogo è divampato venerdì 3 ottobre a circa cento metri dal punto interessato dall’incendio dello scorso 21 settembre. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che sono riusciti a domare le fiamme, mentre i carabinieri di Giugliano hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’incendio.

    Un altro episodio si era verificato il 6 settembre. La successione di tre roghi in poche settimane riporta così l’attenzione sulle condizioni del sito e sulla necessità di garantire controlli costanti in un territorio segnato da anni di emergenze ambientali.

    L’annuncio del Governo per la Terra dei Fuochi

    Nella stessa giornata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nuove risorse destinate alla Terra dei Fuochi. Secondo quanto comunicato dalla premier, l’ultimo Consiglio dei ministri ha previsto ulteriori 200 milioni di euro per le attività di bonifica e per il risanamento del territorio.

    Meloni ha inoltre spiegato che il provvedimento punta a semplificare e accelerare le procedure necessarie agli interventi nei siti contaminati, richiamando la tutela della salute dei cittadini e il diritto a vivere in un ambiente sicuro.

    Lo stanziamento e il nuovo incendio sono due fatti distinti, ma arrivano a poche ore di distanza e riportano al centro del dibattito la situazione ambientale dell’area nord di Napoli. Ora sarà necessario chiarire le cause del rogo e verificare l’entità dei danni, mentre resta alta l’attenzione sulle operazioni di messa in sicurezza e bonifica.

  • Benevento, presunti maltrattamenti all’asilo Battistine: cinque indagate e 28 bambini parti offese

    Benevento, presunti maltrattamenti all’asilo Battistine: cinque indagate e 28 bambini parti offese

    BENEVENTO – Cinque persone indagate e 28 bambini indicati come persone offese. È il quadro che emerge dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari sui presunti maltrattamenti nell’asilo nido delle Battistine di Benevento.

    Il provvedimento riguarda tre religiose e due educatrici. Alle cinque donne viene contestato, a vario titolo, il reato di maltrattamenti in concorso ai danni di bambini molto piccoli, nati tra il 2022 e il gennaio 2025. All’epoca dei fatti contestati, i minori avevano tra dieci mesi e tre anni.

    L’indagine partita dalla segnalazione di una volontaria

    L’inchiesta ha preso avvio nel novembre 2025, dopo la denuncia presentata ai carabinieri dal rappresentante legale di un consorzio accreditato per il Servizio civile. L’uomo aveva ricevuto la segnalazione di una giovane volontaria impegnata nella struttura.

    La ragazza avrebbe riferito di aver assistito a comportamenti che l’avevano profondamente preoccupata. Agli investigatori avrebbe inoltre consegnato fotografie e video conservati sul proprio telefono, insieme ad alcune annotazioni sugli episodi ai quali sosteneva di aver assistito.

    Le contestazioni e i 25 video

    Gli accertamenti, coordinati dalla Procura di Benevento e condotti dai carabinieri, si sono sviluppati anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Nelle carte dell’inchiesta figurano 25 video relativi alle condotte contestate.

    Secondo la ricostruzione dell’accusa, i bambini sarebbero stati strattonati, schiaffeggiati, sottoposti a urla, offese e punizioni. In alcuni episodi i piccoli sarebbero stati immobilizzati nei passeggini o costretti a rimanere con il volto rivolto verso il muro. Le contestazioni comprendono anche condotte avvenute durante i pasti e frasi umilianti sull’aspetto fisico.

    Ventotto bambini persone offese

    Sono complessivamente 28 i minori indicati come persone offese nel procedimento e rappresentati dai rispettivi genitori. Nel febbraio scorso il giudice per le indagini preliminari aveva disposto per le cinque indagate il divieto di dimora a Benevento. Per le due educatrici, il Tribunale del Riesame aveva successivamente sostituito la misura con l’interdizione dall’attività lavorativa.

    Con la chiusura delle indagini preliminari si apre ora la fase riservata alle difese. Le indagate hanno venti giorni per presentare memorie, depositare documenti, svolgere investigazioni difensive o chiedere di essere interrogate. Solo dopo la Procura valuterà l’eventuale esercizio dell’azione penale.

    Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

  • Strage di Paupisi, ergastolo per Salvatore Ocone: uccise moglie e figlio

    Strage di Paupisi, ergastolo per Salvatore Ocone: uccise moglie e figlio

    BENEVENTO – Ergastolo e otto mesi di isolamento diurno per Salvatore Ocone. La Corte d’Assise di Benevento ha pronunciato la sentenza di primo grado per la strage di Paupisi, avvenuta esattamente un anno fa.

    I giudici hanno ritenuto l’uomo responsabile dell’uccisione della moglie Elisa Polcino, 49 anni, e del figlio Cosimo, di 15 anni. Nella stessa aggressione rimase gravemente ferita anche l’altra figlia, Antonia, che riuscì a sopravvivere dopo un lungo percorso di ricovero e cure.

    La sentenza a un anno dalla tragedia

    Il verdetto è arrivato il 30 settembre 2026, nel primo anniversario dei fatti. La Corte ha disposto anche le pene accessorie previste dalla legge. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro novanta giorni.

    Secondo quanto emerso nel processo, il 30 settembre 2025 Ocone colpì in casa la moglie e successivamente i figli, utilizzando una grossa pietra. Dopo l’aggressione si allontanò da Paupisi in automobile con i due ragazzi.

    La fuga verso il Molise e il ritrovamento

    Le ricerche si conclusero alcune ore più tardi nelle campagne del Molise, nell’area tra Mirabello Sannitico e Ferrazzano. Cosimo fu trovato senza vita, mentre Antonia venne soccorsa in condizioni gravissime e trasferita al Neuromed di Pozzilli.

    Nel corso del dibattimento una perizia psichiatrica ha riconosciuto nell’imputato la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti e quella di partecipare consapevolmente al processo.

    La Corte ha inoltre disposto provvisionali a favore dei figli sopravvissuti: 80mila euro per Antonia e 50mila euro per Mario, il figlio maggiore che quella notte non si trovava nell’abitazione.

    La sentenza chiude il primo grado di un procedimento che ha profondamente segnato Paupisi e l’intera comunità sannita. Per Elisa e Cosimo, a un anno dalla loro morte, il paese continua a custodire memoria e dolore.

  • Pellezzano, 85enne uccisa in casa: fermato il figlio 53enne

    Pellezzano, 85enne uccisa in casa: fermato il figlio 53enne

    La donna è stata trovata senza vita nell’abitazione di via Nicotera. L’uomo è indagato per omicidio aggravato; le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

    PELLEZZANO – Una donna di 85 anni è stata uccisa durante la notte nella propria abitazione di via Nicotera, a Pellezzano, in provincia di Salerno. Per il delitto è stato fermato il figlio 53enne, con il quale l’anziana viveva.

    Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno. L’uomo risulta indagato per omicidio aggravato.

    La ricostruzione degli investigatori

    Secondo la ricostruzione finora formulata dalla polizia giudiziaria, il 53enne avrebbe strangolato la madre mentre riposava all’interno dell’abitazione. Alla base del gesto vi sarebbero precedenti dissidi familiari, circostanza sulla quale sono in corso ulteriori accertamenti.

    Dopo l’aggressione l’uomo si sarebbe allontanato dalla casa. Poco più tardi avrebbe telefonato al numero unico di emergenza 112, riferendo quanto accaduto. I militari lo hanno quindi rintracciato mentre camminava per le strade del paese, procedendo alla sua identificazione.

    Il fermo e le indagini

    Il fermo di indiziato di delitto dovrà ora essere sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione le ore precedenti alla morte della donna e il contesto familiare nel quale sarebbe maturato il delitto.

    La notizia ha profondamente colpito la comunità di Pellezzano. Il sindaco Francesco Morra ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, annunciando l’attivazione dei servizi sociali comunali per offrire sostegno alle persone coinvolte.

    Come previsto dalla legge, il 53enne deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva. Le accuse formulate nei suoi confronti saranno esaminate nelle successive fasi del procedimento.