Categoria: Politica

Politica comunale e regionale, amministrazioni e istituzioni.

  • Nocera, sullo stadio San Francesco Zinnia (Azione) chiede conto a De Maio: «Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando?»

    Nocera, sullo stadio San Francesco Zinnia (Azione) chiede conto a De Maio: «Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando?»

    «Le eventuali responsabilità penali le accerterà la magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma il San Francesco è un impianto comunale, e sulla sua gestione e sulla sua vigilanza deve rispondere l’Amministrazione». Così Imma Zinnia, responsabile cittadina di Azione, interviene sulla vicenda dei lavori eseguiti sotto la tribuna dello stadio, affidato in gestione alla Nocerina.
    Sugli interventi la Procura di Nocera Inferiore ha aperto un’indagine, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente del club rossonero. Il 7 ottobre la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, riunita in via straordinaria in Prefettura a Salerno, ha autorizzato la riapertura parziale dell’impianto: accesso consentito in Distinti e Curve, interdetti la Tribuna e le relative pertinenze, spogliatoi compresi. Al termine della riunione il sindaco Paolo De Maio ha commentato: «Sono state giornate intense, non a causa nostra, ma abbiamo lavorato con un unico obiettivo: il San Francesco è pronto ad accogliere i nostri tifosi».
    «È una frase che apre più interrogativi di quanti ne chiuda», ribatte Zinnia, che ricostruisce i giorni precedenti: «Non parliamo di un cantiere aperto nel silenzio. Dei lavori si parlava pubblicamente attraverso due comunicati e il 1° ottobre la testata Nocerina Live aveva già dato la notizia degli interventi alla tribuna. Chi sapeva dei lavori alla tribuna, e da quando? Quali autorizzazioni erano state rilasciate, a chi spettava vigilare e quali controlli sono stati effettivamente svolti? Se il Comune era informato, vanno resi noti gli atti e le verifiche compiute. Se non lo era, va spiegato dove fosse mentre interventi annunciati perfino dalla stampa andavano avanti in un impianto di sua proprietà».
    Per la responsabile di Azione la riapertura non chiude la questione: «“Non a causa nostra” è una dichiarazione politica, non una ricostruzione amministrativa dei fatti. Che i tifosi possano tornare sugli spalti è una buona notizia, ma non prende il posto delle risposte che mancano». Da qui la richiesta al sindaco De Maio di rendere pubblica una relazione dettagliata, corredata degli atti disponibili, che chiarisca la cronologia degli interventi, le eventuali autorizzazioni e le attività di vigilanza svolte dal Comune.

  • Giugliano, terzo incendio in un mese a Taverna del Re. Meloni: «200 milioni in più per le bonifiche»

    Giugliano, terzo incendio in un mese a Taverna del Re. Meloni: «200 milioni in più per le bonifiche»

    Nuovo rogo nel sito di stoccaggio delle ecoballe. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco, sul posto i carabinieri. Nelle stesse ore il Governo annuncia nuove risorse per la Terra dei Fuochi.

    GIUGLIANO – Ancora fiamme nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, nell’area di Giugliano. È il terzo incendio registrato nel giro di un mese all’interno della stessa zona.

    Il rogo è divampato venerdì 3 ottobre a circa cento metri dal punto interessato dall’incendio dello scorso 21 settembre. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che sono riusciti a domare le fiamme, mentre i carabinieri di Giugliano hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’incendio.

    Un altro episodio si era verificato il 6 settembre. La successione di tre roghi in poche settimane riporta così l’attenzione sulle condizioni del sito e sulla necessità di garantire controlli costanti in un territorio segnato da anni di emergenze ambientali.

    L’annuncio del Governo per la Terra dei Fuochi

    Nella stessa giornata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nuove risorse destinate alla Terra dei Fuochi. Secondo quanto comunicato dalla premier, l’ultimo Consiglio dei ministri ha previsto ulteriori 200 milioni di euro per le attività di bonifica e per il risanamento del territorio.

    Meloni ha inoltre spiegato che il provvedimento punta a semplificare e accelerare le procedure necessarie agli interventi nei siti contaminati, richiamando la tutela della salute dei cittadini e il diritto a vivere in un ambiente sicuro.

    Lo stanziamento e il nuovo incendio sono due fatti distinti, ma arrivano a poche ore di distanza e riportano al centro del dibattito la situazione ambientale dell’area nord di Napoli. Ora sarà necessario chiarire le cause del rogo e verificare l’entità dei danni, mentre resta alta l’attenzione sulle operazioni di messa in sicurezza e bonifica.

  • Legge elettorale, Meloni avverte: «Alla Camera niente leggerezze»

    Legge elettorale, Meloni avverte: «Alla Camera niente leggerezze»

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale – Napoli News

    Il Consiglio dei ministri autorizza la questione di fiducia su tre articoli della riforma elettorale. La premier chiede la presenza compatta della maggioranza in vista del passaggio decisivo a Montecitorio.

    ROMA – Il governo serra i ranghi sulla nuova legge elettorale. Durante la riunione del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni ha richiamato ministri e parlamentari della maggioranza alla massima attenzione in vista dell’esame definitivo alla Camera.

    Il Cdm ha autorizzato il ricorso alla questione di fiducia su tre articoli del provvedimento, passaggio che punta a proteggere l’impianto della riforma e a ridurre il rischio di modifiche durante il voto di Montecitorio.

    Il richiamo della premier

    Nel suo intervento Meloni avrebbe ricordato quanto accaduto a luglio, quando alla Camera un emendamento centrale sulle preferenze venne respinto per un solo voto. La presidente del Consiglio ha definito quell’episodio un incidente e ha chiesto che, questa volta, sia garantita la presenza di tutti i parlamentari e dei componenti del governo.

    Il messaggio politico è netto: un’altra battuta d’arresto sul testo, soprattutto nel voto finale, avrebbe conseguenze rilevanti per la tenuta della maggioranza. Non esiste però un automatismo costituzionale che imponga la fine del governo: l’eventuale sconfitta aprirebbe una valutazione politica e istituzionale.

    Cosa prevede la riforma

    Il nuovo sistema, ribattezzato “Stabilicum”, prevede un premio di maggioranza per la coalizione capace di superare il 42 per cento dei voti. In assenza di quella soglia, i seggi verrebbero distribuiti con un criterio proporzionale. Tra i punti più discussi resta il meccanismo delle preferenze, già al centro dello scontro parlamentare nei mesi scorsi.

    L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è assicurare maggiore stabilità alla coalizione vincente e consentire agli elettori di incidere sulla scelta dei candidati. Le opposizioni contestano invece l’impianto della riforma e le modalità con cui il governo intende accelerarne l’approvazione.

    Il passaggio alla Camera

    L’esame a Montecitorio è previsto a partire dal 28 settembre. Dopo le modifiche approvate dal Senato, la Camera dovrà pronunciarsi nuovamente sul testo. Il voto finale è atteso nei primi giorni di ottobre.

    Per il governo sarà un banco di prova politico oltre che parlamentare. La scelta della fiducia mira a evitare nuovi agguati nel voto segreto, ma aumenta il peso del passaggio: la maggioranza dovrà presentarsi compatta per portare la riforma al traguardo.