Dopo la separazione sarebbero proseguiti messaggi, pedinamenti e aggressioni. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Poggioreale.
NAPOLI – Un uomo di 44 anni è stato arrestato dai Carabinieri con le accuse di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti dell’ex moglie. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della stazione di San Giovanni a Teduccio al termine di una serie di interventi e accertamenti sulla situazione familiare.
Secondo la ricostruzione investigativa, il rapporto tra i due si era concluso definitivamente nel luglio scorso con una separazione consensuale. La fine della relazione, però, non avrebbe fermato le condotte contestate: la donna avrebbe ricevuto numerosi messaggi e telefonate e sarebbe stata seguita e sottoposta a scenate di gelosia e aggressioni verbali.
Le violenze denunciate dalla donna
Ad agosto la 37enne avrebbe tentato un riavvicinamento nell’interesse dei due figli, di 13 e 10 anni. Il 28 agosto, al ritorno dal lavoro, avrebbe trovato l’ex marito in evidente stato di alterazione. Ne sarebbe nata una nuova aggressione, con insulti, danneggiamenti all’interno dell’abitazione, strattoni, pugni alla testa e capelli tirati.
L’intervento delle forze dell’ordine avrebbe evitato conseguenze più gravi. La donna, medicata dopo l’episodio, ha riportato lesioni giudicate guaribili in due giorni. Il giorno successivo ha presentato denuncia ed è stata attivata la procedura prevista dal Codice rosso.
La scritta sul muro e l’arresto
Nonostante la denuncia, le intimidazioni sarebbero continuate. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figura anche una scritta comparsa su un muro, contenente una minaccia rivolta alla donna e ai suoi familiari: «Il tempo è scaduto… vi uccido».
Dopo ulteriori episodi, i Carabinieri hanno fermato il 44enne e gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. L’uomo è stato condotto nel carcere di Poggioreale.
Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.


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