La demolizione del complesso confiscato prosegue dopo l’abbattimento della torre centrale. Nell’area è previsto un parco urbano con una Piazza della Legalità aperta alla città.
TORRE ANNUNZIATA – Proseguono i lavori di demolizione di Palazzo Fienga, l’edificio di Torre Annunziata per decenni associato alla presenza del clan Gionta e successivamente confiscato alla criminalità organizzata.
L’intervento è entrato nel vivo il 5 maggio 2026, dopo l’avvio delle operazioni preliminari nel mese di aprile. A settembre è stata abbattuta la torre centrale del complesso, uno dei passaggi più delicati del cantiere. La demolizione integrale è affidata al 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito e dovrà proseguire fino alla rimozione delle strutture residue.
Un parco urbano al posto del vecchio complesso
Il progetto approvato prevede che sul sedime di Palazzo Fienga venga realizzato un parco urbano con una Piazza della Legalità. Il nuovo spazio pubblico dovrebbe estendersi per circa 4.400 metri quadrati ed essere restituito alla comunità come luogo di incontro e aggregazione.
Il percorso coinvolge più amministrazioni dello Stato, la Prefettura, l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, l’Agenzia del Demanio, il Comune e le forze dell’ordine. La trasformazione dell’area arriva dopo un iter complesso, legato sia alla confisca sia alla progettazione della nuova destinazione urbanistica.
Il valore simbolico e la prova della riqualificazione
La cancellazione fisica di un luogo legato per anni al potere criminale ha un forte significato per Torre Annunziata. Tuttavia il risultato non si misurerà soltanto con la conclusione della demolizione: sarà decisivo completare la riqualificazione, garantire tempi certi, manutenzione e un utilizzo quotidiano dello spazio da parte dei cittadini.
La futura Piazza della Legalità potrà diventare un segno concreto di cambiamento se sarà accompagnata da servizi, iniziative e presenza istituzionale. Il cantiere rappresenta quindi un passaggio importante, mentre la vera sfida sarà trasformare stabilmente l’area in un luogo aperto e vissuto dalla città.


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